Normative


DISCIPLINA DELLA RACCOLTA, COMMERCIALIZZAZIONE E VALORIZZAZIONE DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI

Art. 1. FINALITA’
1. La presente legge disciplina la raccolta e la commercializzazione dei funghi epigei spontanei, al fine di salvaguardare l’ambiente, la salute pubblica e di promuovere, nel rispetto della conservazione del patrimonio naturale, l’incremento dei fattori produttivi e dell’economia locale.
2. Con riferimento alla commercializzazione, ai controlli e alla disciplina sanitaria si applicano, in quanto compatibili, le norme della vigente normativa regionale e della legge 23 agosto 1993, n. 352, e del decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n. 376.

Art. 2. RACCOLTA E AUTORIZZAZIONI
1. La raccolta dei funghi epigei spontanei è subordinata al possesso del tesserino nominativo regionale. Il tesserino abilita alla raccolta su tutto il territorio della Regione ed è rilasciato, su istanza degli interessati, dal Comune di residenza dei medesimi, nelle seguenti ipotesi:
a) tesserino amatoriale, consente al titolare di raccogliere sino a quattro chilogrammi di funghi al giorno, ha un costo fissato in euro 30,00 annuali;
b) tesserino professionale, rilasciato a coloro che effettuano la raccolta al fine di integrare il proprio reddito, consente al titolare di raccogliere sino a dodici chilogrammi di funghi al giorno, ha un costo fissato in euro 100,00 annuali;
c) tesserino per la raccolta ai fini scientifici, rilasciato, a soggetti pubblici e privati, per la raccolta di qualsiasi specie fungina per comprovati motivi di studio, ricerca o per la realizzazione di iniziative aventi carattere scientifico, nelle quantità strettamente necessarie per dette finalità, ha un costo fissato in euro 30,00 annuali.
2. Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge, l’Assessore regionale per l’agricoltura e le foreste emana direttive per la fissazione di modalità e criteri di rilascio del tesserino da parte dei comuni.
3. Il tesserino va rinnovato ogni cinque anni ed il relativo costo è adeguato ogni cinque anni con provvedimento dell’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste, sentita la Commissione legislativa competente dell’Assemblea regionale siciliana.
4. I minori di quattordici anni possono raccogliere funghi purché accompagnati da persona maggiorenne in possesso di tesserino. I funghi raccolti dal minore concorrono a formare il quantitativo di raccolta giornaliera consentito.
5. Il rilascio dei tesserini di cui al comma 1, lettere a) e b), è subordinato alla frequenza e al superamento di appositi corsi di formazione, della durata minima di quindici ore, di cui almeno un terzo costituito da lezioni pratiche, tenuti o diretti con l’ausilio di un micologo e promossi o organizzati dalle Province, dai Comuni, dalle associazioni micologiche, dalle associazioni naturalistiche aventi rilevanza nazionale o regionale o ambientaliste riconosciute senza fine di lucro e costituite con atto pubblico, aventi sede o operanti nel territorio regionale. I corsi sono articolati sulla base di indirizzi stabiliti dall’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste, che vigila sulla loro regolarità e sul rispetto delle disposizioni del presente comma.

Art. 3. PROPRIETARI E CONDUTTORI DI FONDI
1. I proprietari o i conduttori a qualsiasi titolo di un fondo chiuso non sono soggetti agli obblighi di cui all’articolo 2, comma 1, limitatamente alla raccolta di funghi nei fondi di loro proprietà o comunque da essi condotti.
2. Ai fini di una maggiore sicurezza, i proprietari dei terreni che vogliono vietare la raccolta dei funghi nel proprio fondo sono tenuti ad apporre cartelli informativi lungo tutto il perimetro, a distanza non superiore a venti metri l’uno dall’altro.

Art. 4. MODALITA’ DI RACCOLTA
1. La raccolta dei funghi non è consentita durante le ore notturne.
2. E’ autorizzata la raccolta nei limiti quantitativi stabiliti all’articolo 2, al giorno e per persona, salvo che tale limite sia superato da un solo esemplare o da un unico cespo di funghi che superi tale peso.
3. Gli esemplari devono essere raccolti in modo tale da conservare le caratteristiche morfologiche per consentire la sicura determinazione della specie e puliti sommariamente nel luogo di raccolta.
4. I funghi raccolti devono essere riposti e trasportati in contenitori areati realizzati preferibilmente con fibre naturali intrecciate onde consentire la diffusione delle spore.
5. E’ vietata la raccolta e la commercializzazione di esemplari del genere Amanita caesarea allo stato di ovolo chiuso. La raccolta è consentita quando l’ovolo presenta una lacerazione naturale e spontanea del velo generale che ne permette l’identificazione.
6. E’ vietato raccogliere e commercializzare funghi per i generi, le specie e con diametro inferiore a quanto stabilito in apposito decreto del Presidente della Regione, su proposta dell’Assessore regionale per l’agricoltura e le foreste, sentite le associazioni micologiche maggiormente rappresentative, da emanarsi entro sessanta giorni dall’entrata in vigore della presente legge.
7. Nella raccolta dei funghi epigei spontanei è vietato usare rastrelli, uncini o altri mezzi che possono danneggiare lo strato umifero del terreno, il micelio fungino e l’apparato radicale superficiale della vegetazione. E’ vietata inoltre la raccolta e l’asportazione anche a fini di commercio della cotica superficiale del terreno, salvo che per le opere di regolamentazione delle acque, per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade e dei passaggi e per le pratiche colturali, fermo restando l’obbligo dell’integrale ripristino anche naturalistico dello stato dei luoghi.
8. E’ vietato il danneggiamento e la distruzione volontaria dei carpofori fungini di qualsiasi specie.

Art. 5. DIVIETI
1. In tutto il territorio regionale non è consentita la istituzione di riserve a pagamento per la raccolta dei funghi epigei spontanei.2. La raccolta dei funghi epigei è vietata in aree specificamente interdette per motivi silvocolturali o in altre aree di particolare valore naturalistico e scientifico individuate dall’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste, sentiti gli enti di gestione dei parchi eventualmente competenti.3. E’ vietato raccogliere funghi ed altri prodotti del sottobosco nelle aree recuperate da discariche e nelle zone industriali.4. La raccolta di funghi epigei spontanei all’interno delle aziende faunistico-venatorie e delle aziende agro-venatorie è consentita nei soli giorni di silenzio venatorio.

Art. 6. SOSPENSIONI TEMPORANEE
1. L’Assessore regionale per l’agricoltura e le foreste, su proposta delle Province interessate, sentito il parere dell’Università degli studi avente sede nel territorio, può sospendere temporaneamente la raccolta di tutte o di alcune specie di funghi nelle zone in cui la raccolta intensiva o specifici e particolari fattori ambientali hanno prodotto un progressivo impoverimento del bosco, con conseguente pericolo di estinzione per alcune specie fungine.

Art. 7. INIZIATIVE SCIENTIFICHE
1. In occasione di mostre, seminari e di altre manifestazioni di particolare interesse micologico e naturalistico, le Province, per comprovati motivi di interesse scientifico o didattico, possono rilasciare, a titolo gratuito, ad associazioni micologiche, ad aziende unità sanitarie locali, ad istituti scolastici e ad organismi scientifici, speciali autorizzazioni per la raccolta dei funghi, limitatamente alla durata delle predette iniziative.

Art. 8. AUTORIZZAZIONE AI NON RESIDENTI IN SICILIA
1. I non residenti in Sicilia sono autorizzati alla raccolta di funghi dal Comune competente per territorio.2. L’autorizzazione ha validità annuale, un costo di euro 30,00 e consente al titolare di raccogliere sino a quattro chilogrammi di funghi al giorno.

Art. 9. DIVULGAZIONE E CONTRIBUTI
1. Nei limiti della quota di spettanza regionale delle entrate, di cui all’articolo 14, derivante dalla presente legge, l’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste, nell’ambito di una politica rivolta alla salvaguardia del bosco e dei suoi prodotti e alla tutela dell’ambiente, promuove iniziative finalizzate a favorire la conoscenza ed il rispetto della flora fungina, del bosco e dell’ambiente, anche concedendo contributi ad enti o associazioni per la programmazione e la realizzazione di mostre e iniziative pubbliche volte alla valorizzazione e alla divulgazione della conoscenza dei funghi epigei spontanei, dei prodotti del sottobosco, alla tutela e alla cura del bosco e dell’ambiente.2. I contributi sono assegnati agli enti e alle associazioni in base alla rilevanza delle manifestazioni e delle iniziative promosse e organizzate, anche in ragione del numero degli iscritti.

Art. 10. VIGILANZA
1. La vigilanza sull’applicazione delle disposizioni della presente legge è esercitata, nell’ambito dello svolgimento delle proprie funzioni di sorveglianza, dal Corpo forestale della Regione siciliana, dagli organi di polizia locale, dalle guardie addette ai parchi e dalle guardie venatorie.2. Nelle aree protette la vigilanza è svolta con il coordinamento degli enti di gestione delle predette aree.

Art. 11. SANZIONI AMMINISTRATIVE
1. Ferma restando l’applicazione delle sanzioni penali qualora il fatto costituisca reato, in caso di violazione delle disposizioni della presente legge si applicano le seguenti sanzioni, irrogate con provvedimenti dell’Ispettore ripartimentale per le foreste competente per territorio:
a) violazione dell’articolo 2, comma 1, lettere a), b) e c) e dell’articolo 2, comma 4, da euro 50,00 a euro 150,00. In caso di recidiva per le medesime violazioni, la sanzione è fissata da euro 100,00 a euro 300,00;
b) violazione dell’articolo 4, comma 1, da euro 50,00 a euro 100,00;
c) violazione dell’articolo 4, comma 2, da euro 25,00 a euro 35,00 fino a due chili oltre la quantità consentita; per ogni chilo in più la sanzione è maggiorata di euro 5,00;
d) violazione dell’articolo 4, comma 3, da euro 15,00 a euro 30,00;
e) violazione dell’articolo 4, comma 4, da euro 25,00 a euro 50,00;
f) violazione dell’articolo 4, comma 5, da euro 25,00 a euro 50,00;
g) violazione dell’articolo 4, comma 6, da euro 25,00 a euro 50,00. La sanzione è maggiorata di euro 3,00 per ogni esemplare raccolto eccedente il numero di cinque;
h) violazione dell’articolo 4, comma 7, da euro 150,00 a euro 450,00;
i) violazione dell’articolo 4, comma 8, da euro 25,00 a euro 50,00;
j) violazione dell’articolo 5, comma 1, da euro 500,00 a euro 2.500,00;
k) violazione dell’articolo 5, commi 2 e 4, da euro 100,00 a euro 300,00;
l) violazione dell’articolo 5, comma 3, da euro 25,00 a euro 50,00;
m) violazione dell’articolo 6 da euro 100,00 a euro 300,00;
n) violazione dell’articolo 8 da euro 50,00 a euro 150,00. In caso di recidiva per la medesima violazione la sanzione è fissata da euro 100,00 a euro 300,00.
2. Le violazioni di cui al comma 1 comportano, inoltre, la confisca dei funghi raccolti, fatta salva la facoltà di dimostrarne la legittima provenienza, degli attrezzi e dei contenitori non consentiti nonché la sospensione del tesserino regionale per sei mesi ovvero la revoca dell’autorizzazione. In caso di violazione dell’articolo 4, comma 6, la confisca è limitata ai funghi raccolti aventi dimensione inferiore alla misura prescritta. I funghi confiscati, previo controllo sanitario eseguito dall’ispettorato micologico dell’azienda unità sanitaria locale competente per territorio, sono consegnati ad enti o istituti di beneficenza. I funghi riconosciuti non idonei al consumo sono destinati alla distruzione a cura della azienda unità sanitaria locale che ha eseguito il controllo.

Art. 12. DISPOSIZIONI TRANSITORIE
1. Entro sessanta giorni dall’emanazione delle disposizioni attuative della presente legge, gli enti di gestione dei parchi adeguano le disposizioni dei regolamenti relative alla raccolta dei funghi epigei spontanei.
2. Decorso il termine di cui al comma 1, cessano di avere efficacia le disposizioni dei predetti regolamenti incompatibili con la presente legge.

Art. 13. RIPARTIZIONE DELLE ENTRATE
1. Le entrate derivanti dagli articoli 2 e 11 della presente legge sono destinate per il 50 per cento ai Comuni, per il 30 per cento alla Regione e per il 20 per cento alle Province.

Art. 14.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso della sua pubblicazione.
2. E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge della Regione.
Palermo, 1 febbraio 2006.
Cuffaro
Assessore regionale per l’agricoltura e le foresteLeontini

NOTE – Avvertenza:
Il testo delle note di seguito pubblicate è stato redatto ai sensi dell’art. 10, commi 2 e 3, del testo unico approvato con decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 1985, n. 1092, al solo fine di facilitare la lettura delle disposizioni di legge modificate o alle quali è operato il rinvio. Restano invariati il valore e l’efficacia degli atti legislativi trascritti, secondo le relative fonti. Le modifiche sono evidenziate in corsivo.
Nota all’art. 1, comma 1:
La legge 23 agosto 1993, n. 352, reca “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati.” ed è pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 13 settembre 1993, n. 215.
Il D.P.R. 14 luglio 1995, n. 376, reca “Regolamento concernente la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati.” ed è pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana 11 settembre 1995, n. 212.

LAVORI PREPARATORI – D.D.L. n. 908
“Disciplina della raccolta, commercializzazione e valorizzazione dei funghi epigei spontanei freschi e conservati”.Iniziativa parlamentare: presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici il 4 agosto 2004.Trasmesso alla Commissione “Attività produttive” (III) il 6 agosto 2004.D.D.L. n. 812″Norme per la regolamentazione della raccolta e commercializzazione di funghi epigei spontanei e di altri prodotti del sottobosco”.Iniziativa parlamentare: presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Crisafulli, Giannopolo, Villari il 10 marzo 2004.Trasmesso alla Commissione “Attività produttive” (III) il 16 marzo 2004.D.D.L. n. 6″Norme per la commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”.Iniziativa parlamentare: presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Scoma il 26 luglio 2001.Trasmesso alla Commissione “Attività produttive” (III) il 10 settembre 2001.Esaminati ed abbinati dalla Commissione nella seduta n. 137 del 27 settembre.Esaminati dalla Commissione nella seduta n. 140 del 18 ottobre 2005.Esitato per l’Aula testo coordinato nella seduta n. 140 del 18 ottobre 2005.Relatore: Oddo.Discusso dall’Assemblea nelle sedute n. 339 del 20 dicembre 2005 e n. 341 del 21 dicembre 2005.Approvato dall’Assemblea nella seduta n. 352 del 19-20 gennaio 2006.(2006.4.267)

Testo tratto da: GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA num. 6 del 3 febbraio 2006

DECRETI ASSESSORIALI
ASSESSORATO DELL’AGRICOLTURA E DELLE FORESTE

DIRETTIVA ASSESSORIALE 14 giugno 2007.
Modalità e criteri per il rilascio del tesserino per la raccolta dei funghi epigei spontanei
(Legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, art. 2)

L’ASSESSORE PER L’AGRICOLTURA E LE FORESTE

Visto lo Statuto della Regione;
Vista la legge 23 agosto 1993, n. 352, recante “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”;
Vista la legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, recante “Disciplina della raccolta, commercializzazione e valorizzazione dei funghi epigei spontanei”;

Art. 1 IL TESSERINO PER LA RACCOLTA DEI FUNGHI EPIGEI SPONTANEI
Il tesserino previsto dall’art. 2, comma 1, della legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, deve essere conforme al modello di cui all’allegato A), di colore verde; è nominativo, ha validità quinquennale e deve contenere:
1) numerazione progressiva;
2) data di rilascio;
3) dati anagrafici e residenza del raccoglitore;
4) foto del titolare;
5) indicazione della categoria del raccoglitore (amatoriale, professionale o per fini scientifici);
6) indicazione degli obblighi del titolare e delle sanzioni previste per i trasgressori;
7) spazi riservati ai rinnovi e alle annotazioni delle infrazioni rilevate.
Il tesserino, che non può essere rilasciato a persone minori di anni quattordici, deve essere esibito, a richiesta degli organi preposti alla vigilanza, insieme alla ricevuta del versamento annuale e a un documento di riconoscimento.
Il possesso del tesserino autorizza il titolare alla raccolta di funghi in tutto il territorio regionale, nel rispetto delle limitazioni e della disciplina di cui alla legge regionale n. 3/2006, subordinatamente al versamento del corrispettivo annuale stabilito.

Art. 2 RICHIESTA RILASCIO TESSERINO
Il rilascio del tesserino va richiesto al comune di residenza con domanda (allegato B); nell’ipotesi di domanda presentata da minorenne, la stessa deve essere sottoscritta anche da chi ne esercita la patria potestà. L’istanza deve essere corredata da:
1) attestato di idoneità che certifichi la frequenza e il superamento di un corso di formazione micologica; ne sono esentati i micologi iscritti al registro nazionale e i soggetti che, per titoli di studio conseguiti o per attività di lavoro esercitate, documentabili, siano in possesso delle conoscenze e delle informazioni che attraverso il corso devono essere fornite;
2) due foto formato tessera;
3) autocertificazione, ai sensi della vigente normativa, della categoria del raccoglitore.
La categoria di raccoglitore professionale può essere riconosciuta a:
a) coloro che effettuano la raccolta per una significativa integrazione del proprio reddito;
b) imprenditori agricoli professionali;
c) coloro che hanno in gestione l’uso del bosco;
d) soci di cooperative agricolo-forestali.
I soggetti che richiedono il tesserino per la raccolta a fini scientifici devono comprovarne i motivi di studio o ricerca.
Accertato l’effettivo possesso dei requisiti richiesti, il comune competente invita il richiedente ad effettuare il versamento del contributo annuale, determinato ai sensi dell’art. 2 della legge regionale n. 3/2006, nelle modalità stabilite.
A seguito della presentazione dell’attestazione di pagamento del contributo annuale, il comune provvede al rilascio del tesserino.
L’attestazione di pagamento deve contenere i dati anagrafici del raccoglitore e l’indicazione: “autorizzazione raccolta funghi epigei spontanei”. Il periodo di validità annuale decorre dalla data del pagamento.
Entro il 31 marzo di ogni anno ciascun comune versa il 20% e il 30% delle somme introitate per il rilascio del tesserino a titolo di contributo annuale, nell’anno precedente, rispettivamente, alla provincia regionale della quale fa parte e alla Regione, nelle modalità indicate dagli enti destinatari.

Art. 3 PROCEDURE PER IL RILASCIO
Ciascun comune competente deve dotarsi di una struttura amministrativa tramite la quale espletare l’attività istruttoria per il rilascio dei tesserini, disciplinare il relativo procedimento amministrativo ed individuarne il responsabile.
Entro trenta giorni dalla ricezione della domanda, l’ufficio competente deve completare il procedimento istruttorio e comunicare all’interessato:
a) il positivo accertamento dei requisiti, provvedendo a richiedere il versamento del relativo contributo annuale;
b) l’eventuale motivato rigetto della richiesta;
c) l’eventuale richiesta di integrazione documentale.
Il tesserino viene rilasciato dall’ufficio competente dietro presentazione di copia del versamento del contributo annuale.
Il comune che ha provveduto al rilascio o al rinnovo del tesserino può accertare, durante il periodo di validità dello stesso, che persistano i requisiti richiesti al fine del riconoscimento della relativa categoria di raccoglitore.
I comuni devono curare la tenuta di un registro contenente tutte le autorizzazioni rilasciate, suddivise per tipologia, ai sensi della legge regionale n. 3/2006 e trasmettere i dati relativi ad ogni anno solare all’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste entro il 31 marzo dell’anno successivo.

Art. 4 RINNOVO DEL TESSERINO E RILASCIO DUPLICATO
Il rinnovo del tesserino va richiesto al comune con domanda (allegato C) corredata di copia della ricevuta di versamento del contributo annuale; i soggetti che richiedono il rilascio del tesserino professionale devono altresì autocertificare la permanenza delle condizioni relative alla categoria di raccoglitore. Il rinnovo è attestato dalla timbratura nello spazio apposito del tesserino.
In caso di sottrazione, smarrimento o deterioramento il titolare del tesserino può chiedere il rilascio di un duplicato al comune competente con domanda (allegato D) corredata di:
– copia della denuncia presso le competenti autorità dello smarrimento o furto del tesserino;
– il vecchio tesserino, in ipotesi di deterioramento;
– n. 2 fotografie formato tessera;
– copia dell’attestazione di pagamento del contributo annuale;
– ricevuta del pagamento di E 10,00 nella quale deve essere chiaramente specificato: “rilascio duplicato tesserino per la raccolta funghi epigei spontanei”.

Art. 5 RILASCIO TESSERINO AI NON RESIDENTI IN SICILIA
I cittadini non residenti nella Regione, che intendono esercitare, per fini amatoriali o scientifici, la raccolta dei funghi nel territorio regionale possono presentare domanda a qualsiasi comune della Sicilia.L’autorizzazione avviene tramite rilascio di un tesserino, di validità annuale, conforme al modello allegato E), con le medesime modalità previste dagli artt. 2 e 3 del presente regolamento.I soggetti non residenti, che siano muniti di autorizzazione alla raccolta, rilasciata ai sensi delle normative in vigore in altre regioni della Repubblica italiana che subordinano il rilascio all’accertamento del possesso, da parte del richiedente, di conoscenze analoghe a quelle richieste dalla legislazione della Regione siciliana, sono esonerati dalla presentazione dell’attestato di idoneità di cui all’art. 2, punto 1.Il tesserino è rinnovabile, previa presentazione della ricevuta di pagamento del contributo annuale, determinato ai sensi dell’art. 8 della legge regionale n. 3/2006, tramite l’apposizione di una timbratura nello spazio apposito.

Art. 6 CORSI DI FORMAZIONE
Il Tuo Contenuto Va QuiI corsi previsti dall’art. 2, comma 5, della legge regionale n. 3/2006 sono organizzati secondo il programma unico predisposto dall’Assessorato regionale dell’agricoltura e delle foreste (allegato F), dai soggetti individuati dalla norma singolarmente o in compartecipazione.
I corsi sono autorizzati dall’Assessorato, al quale enti o associazioni organizzatori devono inviare la relativa documentazione almeno 30 giorni prima della data prevista per l’inizio.
La Regione non eroga alcun contributo per la realizzazione dei corsi.

Art. 7
Le infrazioni connesse con la mancanza del tesserino nominativo regionale, che non potevano essere contestate prima della diramazione delle disposizioni della presente direttiva, daranno luogo all’applicazione delle sanzioni previste se commesse e contestate dopo il centoventesimo giorno dalla pubblicazione della medesima.

Palermo, 14 giugno 2007.

Testo tratto da: GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA num. 28 del 21 Giugno 2007

INDIVIDUAZIONE DELLE SPECIE FUNGINE PER LE QUALI È CONSENTITA LA RACCOLTA E LA COMMERCIALIZZAZIONE NELLA REGIONE SICILIA.

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Visto lo Statuto della Regione;
Viste le leggi regionali 29 dicembre 1962, n. 28 e 10 aprile 1978, n. 2;
Visto il T.U. delle leggi sull’ordinamento del Governo e dell’Amministrazione della Regione siciliana, approvato con D.P.Reg.S. 26 febbraio 1979, n. 70;
Vista la legge 23 agosto 1993, n. 352, recante “Norme quadro in materia di raccolta e commercializzazione dei funghi epigei freschi e conservati”;
Vista la legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, recante “Disciplina della raccolta, commercializzazione e valorizzazione dei funghi epigei spontanei”;
Vista la nota n. 38810/Gab del 2 maggio 2007, con la quale l’Assessore regionale per l’agricoltura e le foreste trasmette l’elenco delle specie fungine per le quali è consentita la raccolta e la commercializzazione nella Regione Sicilia;

Decreta:
Per le finalità indicate in premessa, ferme restando le disposizioni che regolano l’esercizio delle attività all’interno di ogni zona protetta, non in contrasto con la legge regionale 1 febbraio 2006, n. 3, le specie fungine delle quali è consentita la raccolta e la commercializzazione nella Regione Sicilia sono le seguenti:
1) Agaricus arvensis;
2) Agaricus augustus;
3) Agaricus bisporus;
4) Agaricus bitorquis;
5) Agaricus campestris;
6) Agaricus hortensis;
7) Agaricus macrosporus;
8) Agrocybe aegerita (=Pholiota aegerita);
9) Amanita cesarea (escluso allo stadio di ovulo);
10) Armillaria mellea;
11) Boletus aereus;
12) Boletus appendiculatus;
13) Boletus badius;
14) Boletus edulis;
15) Boletus erythropus (da consumarsi solo dopo lunga cottura);
16) Boletus granulatus;
17) Boletus impolitus;
18) Boletus luridus (da consumarsi solo dopo lunga cottura);
19) Boletus luteus;
20) Boletus pinicola;
21) Boletus regius;
22) Boletus reticulatus;
23) Boletus rufus;
24) Boletus scaber;
25) Cantharellus (tutte le specie escluse: subcibarius; tubaeformis; varietà lutescens e muscigenus);
26) Clitocybe costata;
27) Clitocybe geotropa;
28) Clitocybe gibba;
29) Clitocybe gigantea;
30) Craterellus cornucopioides;
31) Fistulina hepatica (da consumarsi solo nelle prime fasi di sviluppo);
32) Hydnum album (da consumarsi solo nelle prime fasi di sviluppo);
33) Hydnum repandum (da consumarsi solo dopo lunga cottura);
34) Hydnum rufescens (da consumarsi solo dopo lunga cottura);
35) Hygrophorus russula;
36) Lactarius deliciosus e specie affini a latice color rosso;
37) Laetiporus sulphureus (da consumarsi solo nelle prime fasi di sviluppo);
38) Leccinum (tutte le specie commestibili);
39) Lentinus edodes;
40) Lyophyllum decastes;
41) Macrolepiota mastoidea;
42) Macrolepiota olivascens;
43) Macrolepiota procera;
44) Macrolepiota procera var. fuliginosa;
45) Marasmius oreades;
46) Morchella (tutte le specie commestibili);
47) Pholiota mutabilis;
48) Pholiota nameko;
49) Pleurotus cornucopiae;
50) Pleurotus eryngii;
51) Pleurotus eryngii var. elaeoselini;
52) Pleurotus eryngii var. ferulae;
53) Pleurotus eryngii var. thapsiae;
54) Pleurotus nebrodensis: (solo coltivato o spontaneo ma solo nelle dimensioni e quantità previste dal regolamento dell’Ente parco delle Madonie);
55) Pleurotus ostreatus;
56) Russula aurea;
57) Russula cyanoxantha;
58) Russula virescens;
59) Stropharia rugosoannulata;
60) Tricholoma acerbum;
61) Tricholoma columbetta;
62) Tricholoma georgii;
63) Tricholoma imbricatum;
64) Tricholoma populinum;
65) Tricholoma portentosum;
66) Tricholoma terreum;
67) Volvariella esculenta;
68) Volvariella volvacea.
Limite nelle dimensioni
E’ vietata, altresì, a chiunque la raccolta di esemplari di Boletus edulis (porcino) e relativo gruppo (Boletus aestivalis e forme relative, Boletus aereus, Boletus pinophilus), Pleurotus nebrodensis (fungo di basilisco) e Cantharelus cibarius (gallinnaccio) con diametro del cappello inferiore a 3 cm.

Art. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana.

Palermo, 19 novembre 2007.CUFFARO

Testo tratto da: GAZZETTA UFFICIALE DELLA REGIONE SICILIANA num. 57 del 7 dicembre 2007

L’ASSESSORE PER L’AGRICOLTURA E LE FORESTE

  • Visto lo Statuto della Regione;
  • Vista a legge regionale 1 febbraio 2006 n°3;
  • Vista la legge 23 agosto 1993 n°352;
  • Visto il decreto del Presidente della Repubblica n°376 del 1995;
  • Vista la direttiva dell’Assessore regionale dell’Agricoltura e Foreste 14 giugno 2007;
  • Considerato che all’articolo 7 della suddetta direttiva, le sanzioni previste per la mancanza del tesserino si applicano se commesse e contestate dopo il centoventesimo giorno dalla pubblicazione della stessa;
  • Considerato che tale termine, si è rivelato insufficiente per la definizione di tutti i corsi, finalizzati al rilascio del tesserini da parte delle ammi nistrazioni comunali;
  • Ritenuto opportuno prorogare il termine previsto dall’art.7 della direttiva citata al 31/12/2007

Il termine per l’applicazione delle sanzioni connesse con la mancanza del tesserino, previsto dall’art.7 della direttiva assessoriale 14 giugno 2007, è prorogato al 31/12/2007.

Palermo, 18 ottobre 2007

L’ASSESSORE
Prof. Giovanni La Via

(Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana
Parte I Straordinaria n. 67 del 31 dicembre 2020)

REGIONE SICILIANA

L’assemblea regionale ha approvato

IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

Promulga

la seguente legge:

Art. 1

Finalita’

1. La Regione promuove la tutela e la valorizzazione del tartufo siciliano e delle attivita’ di raccolta e di coltivazione dello stesso.
2. La presente legge, in armonia con le disposizioni della legge 16 dicembre 1985, n. 752 e successive modificazioni, disciplina la raccolta, la conservazione e la commercializzazione dei tartufi freschi o conservati.

 

Art. 2

Sostegno e sviluppo della tartuficoltura in Sicilia

1. La Regione, d’intesa con il Centro di ricerca per la valorizzazione del tartufo e della tartuficoltura in Sicilia, promuove iniziative, programmi ed interventi volti a favorire, in particolare:
a) la conservazione e la diffusione delle produzioni autoctone del tartufo;
b) la tutela degli ecosistemi naturali delle aree vocate alla tartuficoltura;
c) la valorizzazione delle produzioni di qualita’ e di pregio anche nelle tartufaie controllate e coltivate;
d) la coltivazione nei vivai del territorio siciliano di piante idonee allo sviluppo della tartuficoltura e la produzione di piantine micorrizate;
e) la diffusione della tartuficoltura da reddito nelle aree vocate;
f) la diffusione e la promozione della conoscenza del tartufo siciliano in abbinamento al settore dell’enogastronomia, incentivando sinergie tra i due mondi anche attraverso strategie di sviluppo culturale e di marketing territoriale;
g) le potenzialita’ turistiche, culturali, commerciali ed ambientali legate alla raccolta e alla commercializzazione del tartufo, attraverso la promozione di manifestazioni fieristiche anche di richiamo sovraregionale e l’avvio di percorsi
gastronomici dedicati;
h) il mantenimento delle capacita’ produttive nelle aree tartufigene.

 

Art. 3

Classificazione dei tartufi e delle tartufaie

1. Ai fini della presente legge i tartufi sono classificati in:
a) tartufi spontanei, provenienti dall’attivita’ dei liberi cercatori;
b) tartufi coltivati, provenienti dagli impianti tartufigeni realizzati con piante micorrizate certificate;
c) tartufi provenienti dalle tartufaie naturali controllate.
2. Nel territorio regionale le tartufaie sono classificate secondo le seguenti tipologie:
a) tartufaia naturale: per essa si intende qualsiasi formazione vegetale di origine naturale, ivi comprese le piante singole, che produce spontaneamente tartufi;
b) tartufaia controllata: per essa si intende una tartufaia naturale su fondo privato, oggetto di miglioramenti mediante operazioni di incremento e lavorazioni agronomiche secondo quanto previsto dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7;
c) tartufaia coltivata: per essa si intende un impianto specializzato, realizzato ex novo, con piante tartufigene, la cui micorrizazione sia certificata, disposte con sesto regolare e sottoposte a cure colturali ricorrenti secondo quanto indicato dal
regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.

 

Art. 4

Disposizioni per le tartufaie controllate

1. Per ottenere la denominazione di tartufaia controllata ai sensi dell’articolo 3 il fondo privato deve essere incrementato con l’inserimento di un numero di piante micorrizate pari al 20 per cento di quelle esistenti sulla superficie dell’impianto,
nei tempi e con le modalita’ previste dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.
2. Ai conduttori di tartufaie controllate e’ fatto obbligo:
a) di non eseguire opere che possano danneggiare la tartufaia naturale esistente;
b) di eseguire opere di contenimento delle specie vegetative infestanti, mediante periodici interventi di sfalci, decespugliamenti, potature o diradamenti, da effettuare con modalita’ funzionali a preservare le condizioni delle specie arboree
simbionti alle specie di tartufo;
c) di eseguire opere di drenaggio e di governo delle acque superficiali, al fine di evitare fenomeni di ristagno e di erosione dei terreni declivi.
3. La superficie massima di una tartufaia controllata non puo’ superare i tre ettari. Tale limite di estensione e’ elevato a 15 ettari nel caso di fondi tra loro confinanti. Tra le tartufaie, anche non direttamente confinanti, deve essere garantita
una fascia di libero accesso, non inferiore a cinquecento metri di larghezza, lungo tutto il confine della tartufaia stessa.

 

Art. 5

Compiti e funzioni della Regione

1. L’Assessore regionale per il territorio e l’ambiente, di concerto con l’Assessore regionale per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, con decreto da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge:
a) definisce il sistema di certificazione e tracciabilita’ dei tartufi prodotti e raccolti nel territorio regionale;
b) individua e cataloga le foreste del demanio regionale ove siano presenti tartufaie controllate o coltivate e indica le tartufaie destinate esclusivamente a scopi di studio, sperimentazione e ricerca.

 

Art. 6

Esercizio delle funzioni amministrative

1. Le funzioni amministrative in materia di cerca e raccolta di tartufi non attribuite dalla presente legge all’Amministrazione regionale sono svolte dai comuni per i territori di propria competenza.

 

Art. 7

Regolamento di attuazione

1. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge con decreto del Presidente della Regione, previa delibera della Giunta regionale, sentita la competente Commissione legislativa dell’Assemblea regionale siciliana, e’
approvato, ai sensi dell’articolo 12 dello Statuto della Regione, il regolamento di attuazione della presente legge nel quale sono definiti:
a) le modalita’ e i criteri per l’esercizio della cerca e della raccolta dei tartufi;
b) le modalita’ e i criteri per la lavorazione e la conservazione dei tartufi;
c) le modalita’ di cerca e raccolta dei tartufi nell’ambito delle foreste demaniali;
d) i contenuti e le modalita’ dell’esame di idoneita’ alla cerca e alla raccolta dei tartufi nonche’ i casi di revoca e sospensione della stessa;
e) i criteri e le modalita’ della cerca del tartufo con l’ausilio di cani;
f) i criteri per l’utilizzo delle somme di cui all’articolo 23;
g) i criteri e le modalita’ per il riconoscimento degli ambiti riservati di cerca e raccolta e delle tartufaie cosi’ come classificate dalla presente legge;
h) le caratteristiche delle tabelle di identificazione degli ambiti di cui alla lettera g);
i) la modulazione delle sanzioni di cui all’articolo 22;
j) ogni altra disposizione necessaria per dare esecuzione alla presente legge.

 

Art. 8

Consorzi volontari, associazioni di tartuficoltori, associazioni di
raccoglitori e cercatori di tartufo

1. I consorzi volontari di cui all’articolo 4 della legge 16 dicembre 1985, n. 752 e successive modificazioni sono istituiti secondo le disposizioni del codice civile.
2. I consorzi volontari e le associazioni dei tartuficoltori procedono alla tabellazione delle tartufaie controllate e coltivate del territorio di competenza, secondo le modalita’ previste dall’articolo 18.

 

Art. 9

Identificazione delle specie di tartufo

1. I tartufi freschi o conservati destinati al consumo devono appartenere a uno dei generi e specie indicati dalla legge 16 dicembre 1985, n. 752 e successive modificazioni. L’esame finalizzato all’accertamento della commestibilita’ e
commerciabilita’ degli esemplari spontanei e coltivati e’ eseguito dagli Ispettorati mitologici presso i Dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie provinciali (ASP) o da micologi iscritti all’albo nazionale o regionale, secondo quanto
previsto dall’articolo 19.
2. L’accertamento ai fini di studio delle specie di tartufo in base alle caratteristiche botaniche e organolettiche e’ svolto dagli ispettori micologi e dai micologi iscritti all’albo nazionale e regionale. I micologi partecipano a corsi di
aggiornamento periodici certificati e sono inseriti in apposito registro tenuto dal Dipartimento regionale dell’agricoltura.

 

Art. 10

Esercizio della cerca, raccolta e coltivazione dei tartufi

1. L’eta’ minima per esercitare la cerca e la raccolta dei tartufi e’ stabilita in quattordici anni compiuti. I minori di quattordici anni possono praticare la cerca e la raccolta purche’ accompagnati da persona in possesso di attestato di idoneita’.
2. La cerca e la raccolta dei tartufi sono vietate:
a) durante le ore notturne, da un’ora dopo il tramonto ad un’ora prima della levata del sole;
b) nelle aree rimboschite, prima che siano trascorsi otto anni dalla messa a dimora delle piante, ad eccezione delle tartufaie coltivate;
c) quando i tartufi risultano non maturi o avariati e mediante lavorazione andante del terreno;
d) con l’ausilio di piu’ di due cani iscritti all’anagrafe canina. E’ ammesso l’utilizzo un cucciolo di eta’ non superiore a sei mesi per l’addestramento;
e) con l’uso di vanghette di lunghezza superiore a 15 cm.

 

Art. 11
Norme particolari per l’esercizio della cerca, raccolta e coltivazione dei tartufi nelle foreste demaniali e nei parchi.
1. Nelle foreste demaniali e nei parchi la cerca e la raccolta di tartufi possono essere esercitate da soggetti in possesso dell’attestato di idoneita’ di cui all’articolo 13 e del tesserino di cui all’articolo 14. L’Assessorato regionale del
territorio e dell’ambiente, sulla base dei criteri definiti dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7, determina le modalita’ con cui e’ consentita la cerca e la raccolta di tartufi nelle foreste demaniali e, d’intesa con i rispettivi
organismi di gestione, nei parchi nazionali e regionali nonche’ nelle aree protette.

 

Art. 12

Cerca e raccolta di tartufi a fini scientifici e di studio

1. La cerca e la raccolta dei tartufi e degli altri funghi ipogei per esclusivi e comprovati scopi scientifici e di studio puo’ essere autorizzata dall’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente anche in deroga alle modalita’ previste dal
regolamento di attuazione di cui all’articolo 7 e al di fuori dei periodi stabiliti, secondo le disposizioni della presente legge.
2. 1 soggetti che effettuano la cerca e la raccolta per le finalita’ di cui al comma 1 sono esonerati dal pagamento della tassa di cui all’articolo 14.

 

Art. 13

Attestato di idoneita’ alla cerca e alla raccolta dei tartufi

1. L’attestato di idoneita’ alla cerca e alla raccolta dei tartufi e’ rilasciato dal Dipartimento regionale dell’agricoltura ai maggiori di anni quattordici previa frequentazione di appositi corsi e previo superamento di un esame volto a verificare
le conoscenze dei candidati in merito ai principi della tartuficoltura, al contenuto della normativa regionale e nazionale relativa alla raccolta del tartufo, ai principi della legislazione alimentare, ivi incluse le nozioni generali di
tracciabilita’ e sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, alla salvaguardia della salute e del benessere del cane da tartufi.
2. Con apposito decreto dell’Assessore regionale per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea, da emanarsi entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono determinati i contenuti minimi dei corsi di
cui al comma 1.
3. L’attestato di idoneita’ di cui al comma 1, ai sensi dell’articolo 5 della legge 16 dicembre 1985, n. 752, ha validita’ sull’intero territorio nazionale, con esclusione delle tartufaie coltivate o controllate.
4. I corsi di cui al comma 1 sono organizzati dagli enti di ricerca, dagli enti locali, dalle associazione micologiche, dalle associazioni naturalistiche aventi rilevanza nazionale o regionale o ambientaliste riconosciute senza fini di lucro, aventi
sedi e operanti nel territorio regionale.
5. Gli attestati di idoneita’ gia’ rilasciati alla data di entrata in vigore della presente legge mantengono validita’ previo pagamento della tassa regionale.

 

Art. 14

Tesserino per la cerca e la raccolta di tartufi

1. L’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della pesca mediterranea, anche mediante delega agli enti locali, rilascia il tesserino per la cerca e la raccolta dei tartufi previo versamento della tassa di concessione regionale.
2. Il tesserino e’ di due tipi:
a) amatoriale, che consente al titolare di raccogliere fino a 500 grammi al giorno di tartufo del gruppo «BIANCHI» e fino a 1.500 grammi al giorno di tartufo del gruppo «NERI», salvo un unico esemplare di maggiore peso. Per tale permesso la tassa di concessione regionale annuale ammonta ad euro cinquanta;
b) professionale, che consente al titolare di raccogliere fino a 1.200 grammi al giorno di tartufo del gruppo «BIANCHI» e fino a 4.000 grammi al giorno di tartufo del gruppo «NERI», salvo un unico esemplare di maggiore peso. Per tale permesso la tassa di concessione regionale annuale ammonta ad euro centocinquanta.

 

Art. 15

Periodi di libera cerca e raccolta dei tartufi

1. La cerca e la raccolta libera dei tartufi sono consentite nei periodi indicati nella tabella allegata alla presente legge. In presenza di particolari situazioni climatiche, l’Assessore regionale per l’agricoltura, lo sviluppo rurale e la pesca mediterranea puo’ stabilire variazioni ai periodi indicati nella suddetta tabella, con validita’ limitata all’anno in cui viene assunta la decisione, purche’ non ne derivi danno alla capacita’ riproduttiva della specie.
2. Alle variazioni del calendario di raccolta e’ data la massima diffusione e pubblicita’.

 

Art. 16

Divieti temporanei di cerca e di raccolta dei tartufi

1. I comuni vietano, per periodi determinati, la cerca e la raccolta dei tartufi nei territori del rispettivo ambito di competenza, qualora vi sia la comprovata possibilita’ di alterare i fattori che permettono la riproduzione del tartufo, ancorche’ di singole specie.
2. Gli enti locali territorialmente competenti provvedono a dare la massima diffusione e pubblicita’ al divieto temporaneo di raccolta dei tartufi.

 

Art. 17

Ambiti di esercizio dell’attivita’ di cerca e di raccolta

1. Le attivita’ di cerca e raccolta dei tartufi sono libere nei boschi e nei terreni non coltivati, a condizione che sui medesimi non sia esplicitamente esercitato il diritto di riserva da parte del proprietario o conduttore dei fondi, tramite l’affissione di tabelle secondo quanto stabilito dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.
2. I conduttori di tartufaie coltivate o controllate hanno il diritto di proprieta’ sui tartufi ivi prodotti ai sensi dell’articolo
3 della legge 16 dicembre 1985, n. 752. Il diritto di proprieta’ e’ evidenziato nei modi e nei termini previsti dall’articolo 18.
3. I privati non possono apporre tabelle negli alvei, nel piano e nelle scarpe degli argini di fiumi, torrenti, rivi, scolatoi pubblici di proprieta’ demaniale, anche se confinanti con i terreni da essi condotti.
4. I proprietari o i conduttori dei fondi non recintati secondo quanto previsto nel comma 1 non possono opporsi all’accesso dei raccoglitori muniti del tesserino di cui all’articolo 14.

 

Art. 18

Riconoscimento delle tartufaie

1. L’Assessorato regionale del territorio e dell’ambiente, secondo gli indirizzi previsti dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7, rilascia l’attestazione di denominazione di «tartufaia controllata o coltivata», imponendo l’obbligo di identificazione delle stesse mediante apposite tabelle poste su idonei pali di sostegno a un’altezza non inferiore a metri 2,5 dal suolo, lungo tutto il confine dell’area tartufigena e a distanza tale che da ogni cartello debba risultare visibile tanto il precedente quanto il successivo. Ogni cartello riporta ben visibile e in carattere stampatello la dicitura «Raccolta di tartufi riservata» e le altre specifiche disposizioni previste dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.
2. Successivamente al riconoscimento di cui al comma 1, i proprietari dei relativi fondi possono riservarsi il diritto di cerca e raccolta dei tartufi.
3. La denominazione di tartufaia controllata o coltivata ha validita’ decennale ed e’ rinnovata su richiesta, secondo le indicazioni del regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.
4. Il riconoscimento della denominazione di tartufaia controllata o coltivata e’ revocata dall’ente competente in seguito all’accertamento della mancata esecuzione o conformita’ degli interventi secondo quanto previsto dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.
5. Alla revoca consegue l’obbligo della rimozione delle tabelle d’identificazione della tartufaia entro e non oltre i trenta giorni successivi alla comunicazione del provvedimento.

 

Art. 19

Norme particolari per la tutela e la valorizzazione dei tartufi

1. La Giunta regionale, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, provvede con apposita deliberazione:
a) all’istituzione di un marchio di identita’ dei tartufi prodotti o raccolti nel territorio regionale;
b) alla predisposizione di un sistema di certificazione e tracciabilita’ del prodotto raccolto nel territorio regionale.
2. All’atto della cessione il cercatore di tartufi deve essere in possesso di certificazione di commestibilita’, in cui devono essere riportate:
a) la specie e la relativa denominazione tassonomica;
b) la zona e la data di raccolta;
c) il numero e il peso complessivo degli esemplari raccolti.
3. L’esame per l’accertamento delle specie dei tartufi spontanei e coltivati (Certificato di commestibilita’) e’ eseguito dagli ispettori micologici presso i dipartimenti di prevenzione delle Aziende sanitarie locali (ASP) e dai micologi iscritti all’albo nazionale e regionale, che sono obbligati a partecipare a corsi di aggiornamenti periodici certificati, da inserire, in seguito, a richiesta, in apposito registro. Il mantenimento dell’iscrizione all’albo regionale e’ subordinato alla partecipazione ai corsi di aggiornamento indetti dall’Assessorato competente, su proposta del Centro di ricerca per la valorizzazione del tartufo e della tartuficoltura in Sicilia.

 

Art. 20

Divieti

1. E’ vietata, sotto ogni forma, la commercializzazione con la denominazione «tartufo» di specie di tartufo diverse da quelle elencate nell’articolo 2 della legge 16 dicembre 1985, n. 752 e successive modificazioni.
2. E’ vietata la raccolta di tartufi di diametro inferiore a 2 centimetri.

 

Art. 21

Vigilanza

1. La vigilanza sul rispetto delle norme contenute nella presente legge e’ esercitata, oltre che dai soggetti previsti da norme statali e contenute all’articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 14 luglio 1995, n. 376, dagli agenti del Corpo forestale della Regione, dagli organi di polizia locale, dalle guardie addette ai parchi e dalle guardie venatorie.

 

Art. 22

Sanzioni

1. La violazione delle norme della presente legge, fermo restando l’obbligo della denuncia all’autorita’ giudiziaria per i reati previsti dal codice penale, comporta la confisca del prodotto ed e’ punita con sanzione amministrativa pecuniaria.
2. Le sanzioni amministrative pecuniarie sono applicate per ciascuna delle seguenti violazioni delle norme in materia di cerca, raccolta, lavorazione, trasformazione e commercializzazione dei tartufi, nei limiti minimi e massimi indicati:
a) cerca e raccolta in periodo di divieto o senza attestato di idoneita’, permesso o autorizzazione nei casi prescritti: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
b) cerca e raccolta nelle aree rimboschite prima che sia trascorso un periodo di otto anni dalla messa a dimora delle piante: da euro 258,00 a euro 2.582,00;
c) cerca e raccolta durante le ore notturne, da un’ora dopo il tramonto a un’ora prima della levata del sole: da euro 258,00 a euro 2.582,00;
d) cerca e raccolta dei tartufi con modalita’ difformi da quelle previste dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7, compresa la raccolta di tartufi di diametro inferiore a 2 centimetri: da euro 52,00 a euro 2.582,00, in base alla modulazione definita dal regolamento di cui all’articolo 7 per il mancato rispetto delle diverse prescrizioni;
e) mancata chiusura a regola d’arte delle buche effettuate per cavare i tartufi: per ogni buca da euro 258,00 a euro 2.582,00;
f) cerca e raccolta di tartufi nelle zone riservate: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
g) mancata apposizione o mantenimento di tabelle di riserva nelle tartufaie non riconosciute come coltivate o controllate: da euro 516,00 a euro 5.170,00;
h) commercio di tartufi freschi fuori del periodo di raccolta o appartenenti a specie non ammesse o senza il rispetto delle modalita’ prescritte dall’articolo 7 della legge 16 dicembre 1985, n. 752: da euro 2.582,00 a euro 10.340,00;
i) lavorazione e commercio dei tartufi conservati da parte di soggetti diversi da quelli di cui all’articolo 8 della legge n. 752/1985: da euro 516,00 a euro 2.582,00;
j) commercio dei tartufi conservati senza il rispetto delle modalita’ prescritte dagli articoli 9, 10, 11, 12, 13 e 14 della legge n. 752/1985, salvo che il fatto non costituisca reato a norma degli articoli 515 e 516 del codice penale: da euro 516,00 a euro 5.170,00;
k) violazione del divieto di cui all’articolo 20, comma 1: da euro 2.000,00 ad euro 20.000,00. 3. Le violazioni di cui alle lettere a), b), c), d), e), f) e g) del comma 2 comportano la revoca da uno a due anni dell’attestato di idoneita’ dell’abilitazione e dell’eventuale autorizzazione o l’impossibilita’ di ottenerle per il medesimo periodo, nel caso in cui tali documenti non siano stati mai acquisiti. Nell’ipotesi di recidiva puo’ disporsi la revoca definitiva dell’attestato di idoneita’ e dell’eventuale autorizzazione o il diniego permanente alla loro acquisizione.

 

Art. 23

Disposizioni finanziarie

1. I proventi della tassa di concessione di cui all’articolo 14 affluiscono in apposito capitolo da istituirsi nello stato di previsione delle entrate del bilancio della Regione e sono destinati alle finalita’ di cui alla presente legge.

 

Art. 24

Commercializzazione delle piante micorrizate

1. Le aziende che intendono produrre e commercializzare piante micorrizate con tartufo devono immettere nel mercato materiale certificato, secondo le modalita’ previste dal regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.

 

Art. 25

Lavorazione e conservazione dei tartufi e dei prodotti a base di tartufo

1. La lavorazione e la conservazione dei tartufi e dei prodotti a base di tartufo avviene nel rispetto della normativa comunitaria, nazionale e regionale vigente in materia di sicurezza alimentare.
2. La lavorazione del tartufo per la conservazione e dei prodotti a base di o contenenti tartufo destinati al consumo puo’ essere effettuata da:
a) ditte iscritte alla camera di commercio;
b) consorzi di produttori di tartufaie controllate e coltivate;
c) cooperative di conservazione e commercializzazione del tartufo.
3. I tartufi, o le parti di esso, oggetto di processo di conservazione sono vendute in confezioni chiuse con aggiunta di acqua e sale o soltanto di sale ed eventualmente vino, liquore o acquavite.
4. I contenitori sono sottoposti a sterilizzazione a 120°C.
5. E’ ammesso l’impiego di altre sostanze ovvero un diverso sistema di conservazione, consentito dalla normativa in materia di conservazione di prodotti destinati al consumo alimentare, purche’ indicato in etichetta.
6. L’etichettatura riporta le generalita’ del confezionatore, il nome del tartufo e la sua indicazione tassonomica, il peso netto del prodotto espresso in grammi di prodotto sgocciolato con tolleranza massima del 5 per cento, l’eventuale indicazione di «tartufi pelati», qualora siano stati liberati della scorza, la tipologia dell’eventuale liquido di governo.
7. I prodotti contenenti anche parzialmente il tartufo devono riportare sull’etichetta l’elenco della specie di Tuber presenti ed il peso in percentuale del prodotto fresco utilizzato.
8. I prodotti contenenti aromi di sintesi (bismetiltiometano o similari) non possono evocare in alcun modo in etichetta, fatti salvi gli ingredienti, il nome «tartufo» ne’ attraverso diciture ne’ attraverso immagini e devono riportare bene in vista la dicitura «prodotto contenente aromi», secondo quanto specificato nel regolamento di attuazione e come previsto dalla normativa statale ed europea.
9. Il contenuto dei barattoli e dei flaconi deve avere le seguenti caratteristiche: liquido di governo o di copertura, profumo gradevole, sapore appetitoso tipico della specie, assenza di terra, di sabbia, di vacui e di altre materie estranee.
10. E’ in ogni caso vietato l’uso di sostanze coloranti.

 

Art. 26

Raccoglitori occasionali o amatoriali e professionali

1. Secondo quanto previsto dalla normativa fiscale nazionale ed ai fini del rilascio del tesserino di raccolta di cui all’articolo 14, i raccoglitori e i cercatori di tartufo sono distinti in amatoriali e professionali in ragione delle soglie di reddito prodotte, come stabilito dall’articolo 1, commi da 692 a 699, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 e successive modificazioni.
2. I raccoglitori e i cercatori di tartufi tenuti a munirsi di partita IVA in ragione dell’ammontare dei redditi prodotti, secondo quanto previsto dal comma 1, sono tenuti al possesso del tesserino professionale.

 

Art. 27

Norme transitorie

1. Le disposizioni della presente legge sono efficaci dalla data di entrata in vigore del regolamento di attuazione di cui all’articolo 7.
2. Le tartufaie coltivate realizzate prima della data di entrata in vigore della presente legge possono essere riconosciute tali indipendentemente dalla certificazione della micorrizazione.

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